Leadership - Un’Occasione da Non Perdere

Leadership - Un’Occasione da Non Perdere


La vera essenza della leadership: dare energia, non riceverla.

J. D. Walters

I cambiamenti in atto e le sfide che le organizzazioni si apprestano ad affrontare stanno mettendo a dura prova le doti di leadership di imprenditori a manager. Tuttavia, proprio l’eccezionalità della situazione e le sue particolarità, offrono ai leader una straordinaria opportunità per affermare il proprio ruolo e dare concretezza alle tante affermazioni di principio sull’importanza della principale risorsa di un’organizzazione: le persone.

Fin dai primi tempi della pandemia è emersa la consapevolezza che la sua evoluzione non avrebbe determinato solo un impatto importante sotto il profilo sanitario ed economico, ma avrebbe anche costituito una minaccia alla salute mentale di molte persone, per le possibili conseguenze che i cambiamenti da adottare avrebbero prodotto nel medio-lungo termine.

In un recente articolo, pubblicato dall’Harvard Business School, si evidenzia che l’attuale situazione generale pone le persone sotto una tensione senza precedenti, per la quale non siamo preparati dal punto di vista evolutivo.

Nel corso della sua storia evolutiva l’uomo ha sviluppato caratteristiche che lo rendono capace di reagire efficacemente a situazioni di emergenza, di breve durata, in particolare quando può trarre beneficio dall’effetto sinergico prodotto dall’aggregazione di più individui operanti per una causa comune. La pandemia ha aperto una crisi di ampia portata, costringendoci a effettuare molti cambiamenti nella nostra vita privata e professionale e ad affrontare un periodo, presumibilmente lungo, di grande incertezza. Ad aggravare lo scenario si aggiunge il fatto che le misure di distanziamento sociale ci obbligano a ridurre sensibilmente le interazioni dirette con le altre persone, limitando la nostra capacità di affrontare nuove sfide e aumentando il nostro disagio psicologico.

In Italia, la progressiva ripresa delle attività al termine della “fase 1” costringe imprenditori e manager ad affrontare sfide nuove ed eccezionali, non solo nella gestione del contingente e nella ripianificazione delle iniziative di medio-lungo periodo, ma anche nella tutela e nella valorizzazione del capitale umano. Proprio nel momento in cui l’incertezza rende inefficaci molti meccanismi operativi consolidati dall’esperienza e le organizzazioni avrebbero più bisogno dell’intelligenza, della creatività e della capacità di adattamento delle persone, queste ultime manifestano frequentemente un disagio psicologico, che ne riduce enormemente il potenziale.

In momenti critici come questo, la presenza di leader efficaci può fare la differenza. È importante che i leader riconoscano l’importanza cruciale del loro ruolo e sappiano declinarne con competenza i vari aspetti, in considerazione del proprio contesto specifico e delle peculiarità dell’attuale situazione.

Ci sono due elementi che caratterizzano l’attuale situazione e che permettono ai leader di fare qualcosa che potrà restare nella memoria dei membri dell’organizzazione: il disagio psicologico e la prospettiva di un lungo periodo di difficoltà da affrontare.

Fornire supporto, concretamente

Le misure di distanziamento sociale, il rallentamento o il blocco di molte attività economiche e la grande incertezza sul futuro, hanno indotto molte persone a porsi domande che mettono in discussione alcuni elementi fondamentali della loro vita privata e professionale:

  • La mia organizzazione sopravvivrà?
  • Avrò ancora un lavoro in futuro?
  • Sarò in grado di adattarmi al lavoro a distanza?
  • Quali saranno le nuove condizioni di lavoro?
  • Saprò adattarmi al cambiamento?
  • Come sarà la mia vita sociale nei prossimi mesi?
  • Come potrò tutelare la mia salute e quella della mia famiglia?
  • Come posso fidarmi delle informazioni che ricevo, in considerazione della grande incertezza?

Ansia, stress, depressione, senso di impotenza, possono essere alcune delle conseguenze dell’impossibilità di fornire una risposta immediata a queste domande.

L’esistenza di queste condizioni nei membri della propria organizzazione offre al leader l’opportunità di dimostrare la reale volontà di essere di aiuto nei momenti di difficoltà.

Una visita in ufficio o in reparto, una videochiamata o una semplice telefonata, manifestando un sincero interesse ad ascoltare e un’attenzione per tutto ciò che la persona intende esprimere, rispettando la sua privacy e il suo stato d’animo, senza la pretesa di dare consigli o fornire soluzioni: queste piccoli segnali di interesse possono generare sollievo a chi si trova in difficoltà e contribuire a dare un po’ di serenità in questi particolari momenti.

Non ci si aspetta dal leader la capacità di fornire un efficace aiuto a chi prova un disagio psicologico: la dimostrazione di un’autentica empatia e vicinanza possono però essere sufficienti a far percepire a una persona di essere importante per la sua organizzazione e a farla sentire meno sola nel suo disagio.

Mettersi in gioco

Da un leader non ci si aspetta solo che faccia la cosa giusta per l’organizzazione. Se chiede un sacrificio a tutti i membri dell’organizzazione come unico modo per affrontare un momento difficile, ci si aspetta che si renda disponibile a condividerne l’onere.

In questo periodo si assiste a numerosi casi di imprenditori di piccole e medie imprese, che mettono a disposizione le riserve dei profitti generati negli ultimi anni o addirittura parte del loro patrimonio personale, al fine di salvare le loro imprese e continuare a pagare le retribuzioni, nonostante la sensibile contrazione del fatturato.

Alcuni CEO di grandi organizzazioni, quali Morgan Stanley, Citigroup, Bank of America, Visa, LinkedIn, hanno annunciato l’impegno a non ricorrere a licenziamenti, dimostrando concretamente che la tutela delle persone vale più delle prestazioni economiche di breve termine.

Queste decisioni hanno una valenza importante in quanto sono state assunte senza alcuna costrizione. La decisione del CEO della Disney di rinunciare al 50% della propria retribuzione e ad altri benefit, assunta sotto la pressione dei sindacati per ricevere informazioni sulle conseguenze della chiusura dei parchi, non ha certamente lo stesso effetto.

Mettersi in gioco” costituisce uno dei principi dell’antifragilità e ha lo scopo di ridurre l’asimmetria del rischio che spesso si registra in situazioni di incertezza. Gli effetti delle sue applicazioni pratiche consistono nella condivisione dei benefici in situazioni favorevoli e nella condivisione dei danni nel caso opposto. Dare evidenza dell’accettazione di questo principio costituisce per un leader un modo efficace di dimostrare la propria integrità e credibilità.

Conclusioni

Le nuove e difficili sfide che i leader sono chiamati ad affrontare richiedono una straordinaria capacità di reggere una pressione intensa e prolungata. Per questo è importante che essi si prendano cura innanzitutto della propria salute fisica e mentale, al fine di poter a loro volta essere di supporto agli altri membri dell’organizzazione.

Mai come in questi momenti le persone guardano ai propri leader, per trarre ispirazione ed essere aiutati ad affrontare i cambiamenti in atto. Questa visibilità comporta una grande responsabilità per i leader, ma offre anche un’opportunità unica per dimostrare che il ruolo centrale delle persone nell’organizzazione non rappresenta solo una dichiarazione di principio.

Il business non è una partita della durata di un trimestre o di un anno, dove l’obiettivo consiste nel generare profitto o nel battere la concorrenza. Ogni leader, a qualunque livello, dovrebbe avere la consapevolezza di fare parte di un gioco infinito, dove l’obiettivo primario consiste nel rimanere in gioco e continuare a esprimere con i fatti la mission dell’organizzazione di appartenenza.

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